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Trento
08 marzo | 20:18

"Chi ci stupra e ci ammazza ha le chiavi di casa". Giornata della donna, il corteo di Nudm per le vie del centro (VIDEO): "Se le nostre vite non valgono, noi scioperiamo"

Una "marea" ha travolto strade del centro storico a partire dalle 18 tra slogan, canti, musica e balli. Dal non essere credute sulle patologie "invisibili" come l'endometriosi e la vulvodininia fino al sentirsi sole di fronte a una violenza sessuale: a parlare tante donne che hanno avuto il coraggio di esporre le loro storie pubblicamente. Nudm: "Scioperiamo da tutti i ruoli che ci vengono imposti"

"Chi ci stupra e ci ammazza ha le chiavi di casa"
di Francesca Cristoforetti

TRENTO. Dal non essere credute su patologie "invisibili" come l'endometriosi e la vulvodininia, fino ad arrivare a sentirsi sole di fronte a una violenza sessuale. Sono queste alcune delle testimonianze portate oggi in piazza, durante lo sciopero transfemminista indetto da Non una di meno Trento in occasione dell'8 marzo, Giornata internazionale della Donna.

 

"Se le nostre vite non valgono, noi scioperiamo" recita lo striscione che apre il lungo corteo a cui hanno preso parte centinaia di attivisti e attiviste. Una "marea" che ha travolto strade e vie del centro storico a partire dalle 18 tra slogan, canti, musica e balli. La sciopero organizzato è cominciato a partire dalle 15 con il ritrovo in piazza Duomo. A parlare non solo le organizzatrici e gli organizzatori, ma anche alcune donne che hanno avuto il coraggio esporre pubblicamente le loro storie.

 

 

"Chi ci stupra, chi ci umilia, chi ci ammazza ha le chiavi di casa - dichiarano le attiviste di Nudm -. Ora ci riprendiamo le strade, le piazze, il tempo, i desideri, contro la violenza maschile sulle donne, di genere e dei generi , contro la repressione, contro il razzismo. Scioperiamo ovunque: dentro e fuori casa, dai ruoli di genere e da tutti i ruoli che ci vengono imposti, dal lavoro produttivo, riproduttivo e dai consumi".


Alla violenza di genere si aggiungono "la pandemia, la guerra, il disastro ecologico, l'inflazione - concludono -: viviamo in un mondo di crisi continue che non sono emergenze, ma segnali evidenti di un sistema che si sta sgretolando, che ci costringe a vite insostenibili e che vorrebbe chiuderci nell'isolamento e nell'impotenza. Ma con lo sciopero, possiamo costruire una potenza comune contro il sistema patriarcale, capitalista, coloniale e razzista. Ci appropriamo di uno strumento tradizionale di lotta per superarlo, reinventarlo insieme sulla base delle nostre necessità e farlo esplodere in tutti gli ambiti delle nostre vite. Se le nostre vite non valgono, noi ci fermiamo".

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